Il Genogramma: Teatro della Storia Familiare

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    Il GENOGRAMMA: TEATRO DELLA STORIA FAMILIARE

    Il genogramma, è una forma di rappresentazione grafica dell’albero genealogico che registra informazioni di una famiglia e sulle loro relazioni nel corso di almeno tre generazioni, in modo da offrire una rapida visione dei complessi aspetti familiari. Tale metodo di indagine mette in evidenza le relazioni familiari e parafamiliari "come sono state vissute”, cioè con le componenti emozionali e affettive proprie di quel determinato momento.
    Il genogramma, attraverso una rappresentazione grafica della struttura familiare e del piano intergenerazionali, permette di evidenziare l’insieme delle relazioni esistenti tra i membri della famiglia, così come le dinamiche emotive più nascoste.
    Il genogramma si colloca in una prospettiva che è nello stesso tempo strutturale, funzionale e relazionale.
    La struttura familiare, che appare nel genogramma non rispecchia soltanto, come nel caso della genealogia, i ruoli istituzionali ( padre, madre, marito, figli, fratelli, sorelle) dei membri della famiglia, ma oltrepassando il concetto dell’appartenenza attraverso i vincoli di sangue, può includere quelli che si definiscono "membri parafamiliari”, cioè quelle persone che hanno rivestito nel ciclo vitale della famiglia una importanza affettiva e funzionale, che può corrispondere, in effetti, a un ruolo istituzionale. Un amico, infatti, può rivestire un ruolo fraterno, un insegnante, un sacerdote, possono rivestire ruoli paterni e ancora.
    Per "funzionalità" del sistema familiare si intendono l’insieme delle modalità con le quali il sistema ha gestito, nel corso del tempo, i singoli eventi del ciclo vitale e quegli eventi nodali che hanno determinato importanti cambiamenti nell’esistenza dei singoli membri. Questa funzionalità si esplica attraverso le relazioni che intercorrono tra i vari membri della famiglia nel corso di diverse generazioni ed è evidenziabile mediante l’osservazione del ripetersi di certi comportamenti nel corso della storia familiare, che possono essere definiti "ridondanze”. L’osservazione delle ridondanze ci permette di risalire alle regole del sistema e di mettere in evidenza gli elementi che inducono un cambiamento, sia questo che confermi o modifichi l’omeostasi del sistema. Il genogramma, parte come l’albero genealogico dall’enunciazione di dati anagrafici, ma, introduce il concetto di ruolo individuale accanto al concetto di ruolo istituzionale, accogliendo i membri parafamiliari come parte integrante del sistema, focalizzando l’attenzione sulle relazioni e sulla funzionalità, presenta una immagine del sistema familiare che è nello stesso tempo attuale, storica ed evolutiva.
    L’attualità del genogramma deriva dal fatto che vicende che abbracciano più generazioni sono viste in una prospettiva che fa riferimento al presente, cioè al significato che esse possono avere nel "qui e ora”. La prospettiva storica, nel momento in cui la memoria diviene attuale, ci permette di individuare le linee portanti secondo le quali si sono indirizzati i comportamenti di un singolo individuo e/o del suo sistema familiare.
    Di qui la prospettiva evolutiva del genogramma: la rilettura della propria storia familiare porta ad una riappropriazione di elementi significativi e al recupero di una più attenta memoria storica, che può permettere all’individuo, divenuto consapevole, di elaborare per sé, sulla base di tutti gli elementi acquisiti, un miglior progetto di vita.
    Il genogramma rappresenta dunque un punto di raccordo tra il passato e il futuro. Il passato, infatti, costituisce un’eredità da inventariare per potere operare una scelta di quegli elementi che possono essere utili per il futuro.

    PRESUPPOSTI TEORICI:

    Lo schema concettuale del genogramma può essere fatto risalire a Murray Bowen, che, partito da una formazione psicoanalitica è passato in seguito allo studio della coppia e della famiglia in un’ottica sistemica.
    Secondo Bowen "bisogna sfuggire ai limiti ristretti della teoria individuale che addita nei genitori i responsabili del problema del bambino”. Questo si ottiene facendo risalire il processo patologico fino alle generazioni precedenti, diluendolo all’origine, senza togliere ai genitori la responsabilità di cercare un rimedio.
    Il genogramma è una chiave di ingresso per avere informazioni su eventi condivisi dalla famiglia, è anche un modo per fare lavorare le persone sulle proprie relazioni, fa sì che le informazioni girino nella famiglia. E’ un modo non diretto che permette di costruire relazioni all’interno delle quali riusciamo ad entrare. E’ una sorta di mappa.
    Le radici dei sentimenti e dei comportamenti di un individuo sono in gran parte il prodotto del percorso che la sua famiglia ha compiuto durante tre o quattro generazioni.
    Molti eventi, molte situazioni apparentemente riconducibili al "carattere” delle persone, trovano una loro spiegazione nelle dinamiche familiari che l’individuo si trova a vivere.
    La "rilettura" in tal senso della propria storia familiare permette da una parte una riappropriazione degli elementi positivi dell’eredità trasmessa, dall’altra un confronto più realistico con la propria storia individuale.

    PERCHE’ IL GENOGRAMMA:

    Il Pedagogista Daniele Novara afferma: "Quando si diventa genitori siamo chiamati a fare i conti con la nostra storia educativa. Una storia che abbiamo assorbito nella nostra pelle, che si è incuneata nei nostri comportamenti, mai nessuna teoria può liberarci dalla necessità di fare i conti con il nostro passato, di assumersi la responsabilità di quello che ci è successo per evitare di proiettarlo sui bambini...non condanniamo chi ci ha cresciuto ma rileggendo la nostra storia educativa possiamo creare la giusta distanza tra noi ed il passato, che ci consente di educare in modo diverso i nostri figli".

    È in questo conteso che si inserisce l’uso del genogramma come un valido strumento che va ad illuminare le differenze di fondo tra le culture familiari di origine dei coniugi, mettendo in risalto in particolare il modello educativo che abbiamo vissuto e respirato. Si pone l’obiettivo di approfondire come le famiglie di origine influenzano le dinamiche relazionali della coppia genitoriale infatti è costituita dal bagaglio culturale, storico ed emotivo che i due partner hanno ereditato dalle famiglie di origine. L’utilizzo dello strumento necessita di tre incontri della durata di novanta minuti circa, le tre sedute sono necessarie al fine di dedicare spazio al racconto della storia familiare di ambedue i partner, e infine, in terza seduta, alla restituzione organizzata attorno ai punti che il terapeuta ha sentito come più rilevanti all’interno dei due racconti.

    Lo psicologo chiede a ciascuno dei genitori di astenersi dall’intervenire in alcun modo durante il racconto familiare dell’altro e di ascoltare la narrazione che viene fatta.
    Il genitore diventa attore e protagonista del proprio genogramma, presenta i propri ricordi collegati da un filo interiore, che non segue un percorso logico, ma soprattutto emozionale. Il genogramma, infatti, offre la possibilità di far rivivere il proprio passato, di suscitare emozioni, di far emergere elementi rimossi o rimasti in ombra nel contesto delle relazioni con la famiglia d’origine, permettendo la scoperta e la ridefinizione di un modello educativo ormai interiorizzato e che riemerge con forza quando ci rivestiamo del ruolo di “nuovi” genitori e si va ad incontrare con quello del coniuge.

    Il soggetto nella pratica si trova di fronte ad un grande foglio da disegno, oppure a un’ampia lavagna, dopo aver ricevuto dallo psicologo le indicazioni sui simboli da usare nella rappresentazione grafica. Lo psicologo non gli prescrive nessun ordine di esposizione, né fa domande preliminari. Lascia che sia il soggetto a sgomitolare il filo della memoria. E’ importante non limitare il tempo, giacché la durata varia da persona a persona. Per l’efficacia di questo lavoro è importante che il soggetto non sia costretto entro i limiti di tempo rigidi, né che ci sia in alcun modo sollecitato ad abbreviare o sintetizzare la sua esposizione.
    Poiché generalmente una seduta di genogramma viene predisposta qualche tempo prima, può accadere che l’interessato colga questo spazio di tempo per documentarsi sulle vicende familiari, in modo che il racconto sia più attendibile. In realtà, quello che è veramente importante non è la precisione dei dettagli o la perfetta cronologia degli eventi, ma il modo del tutto personale con cui certi ricordi, in questo caso educativi, sono entrati a far parte del mondo emozionale e culturale del soggetto.

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